Oculus fallit

  • Il tempio greco e il mito delle ‘correzioni ottiche’
  • Mario Curti

    prefazione di Louis Godart


  • Collana
    Saggi di Storia dell’Arte
  • Anno
    2021
  • Pagine
    280, con oltre 80 illustrazioni in b/n
  • Formato
    15,5 x 21,5 cm, brossura
  • ISBN
    978-88-85795-73-0

  • Prezzo
    € 40,00€ 38,00 Sconto 5%

L’autore

Mario Curti, architetto, ha insegnato Storia dell’architettura greca e romana e Storia delle tecniche costruttive alla Facoltà di architettura della Sapienza Università di Roma, pubblicando numerosi saggi tra cui: Proporzioni di Giorgio Vasari il giovane (), Introduttione alli cinque ordini di architettura, di anonimo della fine del Seicento (con Paola Zampa) (), La Proporzione. Storia di un’idea da Pitagora a Le Corbusier () e Canons of Proportion and the Laws of Nature: Observations on a Permanent and Unresolved Conflict (). 

L’opera

Tra i vari miti cui ha dato vita il De architectura di Vitruvio, c’è quello delle cosiddette “correzioni ottiche”, cioè quelle anomalie costruttive che sarebbero state escogitate dai costruttori del tempio a fini estetici, per compensare le deformazioni prodotte dall’“occhio che sbaglia” (oculus fallit). Ma mentre gli altri miti (come quello delle proporzioni degli ordini architettonici e del presunto candore del tempio) si sono dissolti alla luce delle documentazioni archeologiche, paradossalmente il mito delle “correzioni ottiche” è andato perpetuandosi fino ai nostri giorni, tanto da divenire un caposaldo in molte teorie dell’estetica antica. L’autore del libro tenta, invece, di dimostrare che al di là di una improbabile finalità estetica, le “correzioni” non sono altro che il risultato di una raffinata tecnica esecutiva che ha prodotto assetti geometrico-costruttivi niente affatto anormali, ma del tutto inevitabili e forse, almeno in una prima fase, non previsti dagli stessi realizzatori (architetti e maestranze) del tempio.  

Sommario

Prefazione – Introduzione – L’oggetto di studio – “Oculus fallit”. Le teorie di Vitruvio - Il diametro delle colonne - Le colonne an- golari - La rastremazione delle colonne e le dimensioni degli architravi - L’entasi - La curvatura dello stilobate e gli «scamilli impares» - L’inclinazione delle colonne - La curvatura della trabeazione - L’inclinazione della trabeazione e del frontone - La contrazione degli intercolumni - La scanalatura delle colonne - Conclusioni – L’“acumen” dell’architetto – Ottica e prospettiva nel De Architectura – La cultura visiva nell’antichità – Le ‘correzioni ottiche’ nella letteratura vitruviana – PROSPETTIVA E PROPORZIONE - L.B. Alberti e le «illusorie apparenze» - Cesare Cesariano e la «più vera perspectione» - Due regole correttive: Antonio da Sangallo il Giovane e Sebastiano Serlio - Daniele Barbaro e il «male della necessità» - Teofilo Gallaccini e gli «errori degli architetti» - CRISI DELL’IDEA DI PROPORZIONE - Galileo Galilei e la relatività delle proporzioni - Guarino Guarini e la «forza dell’immaginativa» - Claude Perrault e l’«abuso» delle correzioni proporzionali - Andrea Pozzo e la «mutazione degli ordini» - INCLINAZIONI - CURVATURE. PROBLEMI INTER- PRETATIVI - La curvatura dello stilobate e gli «scamilli impares» - La curvatura della trabeazione - L’entasi - LE CURVATURE SECONDO ALCUNI INTERPRETI DI VITRUVIO. L. B. Alberti, Di Giorgio, Fra Giocondo, Cesariano, A. da Sangallo il Giovane, Philander, Barbaro, Bertani, Baldi, Perrault, Galiani, Wilkins – L’immaginazione dei templi greci - Ciriaco di Ancona, Giuliano da Sangallo, Sebastiano Serlio – I primi rilievi dei templi greci - Le Roy, Stuart e Revett. La questione del colore come correzione ottica – La scoperta delle ‘correzioni’ nei templi greci - Cockerell, Donaldson, Pennethorne, Hoffer, Penrose. I giudizi di Semper, Viollet Le Duc, Fletcher, Choisy – La divulgazione del mito delle ‘correzioni’ nella letteratura architettonica del Novecento - Goodyear, Panofsky, Dinsmoor, Ferri, Grüben, Martin, Carpenter, Gros, Haselberger, Korres, Ruskin, Burckhardt, Valery, Ghyka, Tatarkiewicz, Argan, Rocco, Beard – Ritorno alle origini. La costruzione del tempio greco - La piattaforma - La lavorazione delle colonne. Rastremazione, entasi e scanalatura - L’erezione delle colonne - Le colonne angolari - Capitelli, trabeazione e timpano - Conclusioni – Il tempio greco: la tecnica come forma d’arte – APPARATI – Riferimenti bibliografici – Indice dei nomi – Indice dei luoghi