La circolazione di manufatti preziosi in età angioina tra Oriente e Occidente

  • a cura di Gaetano Curzi e Marco D’Attanasio

  • Collana
    Saggi di Storia dell’Arte
  • Anno
    2026
  • Pagine
    248, con 97 illustrazioni in b/n e 19 a colori
  • Formato
    15,5 x 21,5 cm, brossura
  • ISBN
    979-12-5746-017-4

  • Prezzo
    € 30,00€ 28,50 Sconto 5%

L’opera

Nel 2014 a Lanciano, nel campanile della distrutta chiesa di San Giovanni Battista fu rinvenuta una preziosa stoffa serica trecentesca di gusto orientale, riutilizzata in seguito come veste liturgica. Il suo occultamento in tempi e circostanze ignote in un foro della muratura e il fortunoso ritrovamento assunsero quasi i connotati di una inventio di reliquie. A distanza di secoli veniva rilanciato in tal modo il nesso fisico e simbolico tra tessuti e reliquie, laddove numerose stoffe orientali, o presunte tali, funsero da involucri – quasi una seconda pelle – per preziosi resti, mentre in altri casi i tessuti divennero essi stessi reliquie proprio per la loro provenienza allogena, spesso certi cata da un aspetto esotico. Le reliquie d’altronde erano tra gli oggetti più ricercati nel medioevo e la materialità dei venerati resti umani si legava indissolubilmente alla materialità dei loro contenitori in un processo di reciproca autenticazione, di cui possiamo cogliere alcune dinamiche anche nella relazione tra le reliquie di San Tommaso e il sarcofago che le custodisce nella cattedrale di Ortona, dove giunsero alle soglie dell’età angioina. In questo periodo la circolazione di oggetti a vario titolo ritenuti preziosi tra Oriente e Occidente, secondo rotte già tracciate in epoca normanna e sveva, divenne elemento legittimante di una casata che dal cuore della Francia si proiettò sul Mediterraneo, prima assicurandosi le coste della Provenza, quindi quelle dell’Italia meridionale. Naturalmente non era possibile una trattazione esaustiva del fenomeno, i saggi in questo volume propongono dunque alcuni casi significativi in diverse aree del Regno che delineano quasi delle biografie di oggetti, forme e modelli che, con i loro cambiamenti di uso e significato, lasciarono orme che punteggiano i percorsi che collegavano l’Europa, Bisanzio e l’Islam tra la metà del Duecento e i primi decenni del Quattrocento.

Sommario

Prefazione – Tessuti migranti: una breve introduzione generale al riuso dei tessuti islamici nei tesori ecclesiastici medievali, Avinoam Shalem - Riflessioni storiografiche sulla migrazione dei tessuti islamici nel XIII e XIV secolo, Michele Bernardini - Un orientalismo devozionale? A proposito di tessuti fatimidi diventati reliquie cristiane, Nicolas Sarzeaud - La ‘casula’ di Lanciano. Un caso di restauro tessile tra complessità materica e reintegrazione compositiva. Intervento conservativo su un paramento liturgico in lampasso broccato, velluto ricamato e fodera in lino, Tiziana Benzi - La casula di Lanciano: un tessuto ‘d’effetto islamico’, Valentina Laviola - Il paramento di Lanciano: declinazioni italiane di modelli asiatici, Veronica Prestini - La croce ricamata con Santi nella casula di Lanciano, Marco D’Attanasio - Orme. Gli Angiò, l’Oriente e la nostalgia della Terrasanta, Gaetano Curzi - Preziose reliquie da Bisanzio all’Abruzzo, Livia Bevilacqua - Il serpente e la regina: una Wunderkammer magico-terapeutica angioina, Maria Rosaria Marchionibus - L’altro Nicola sotto la riza. Trasformazioni iconogra che dell’icona serba di Bari, Teodoro De Giorgio - Dal Sinai al Principato di Taranto. I Del Balzo Orsini e il culto di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina, Giulia Pollini - Le reliquie di San Tommaso a Ortona da Oriente a Occidente, Simone Allegria, Alessandro Taddei, Carlo Tedeschi, Antonello Vilella