MARCO FALSETTI (Cosenza, 1984) Architetto e PhD, già Docente a contratto presso l’Università di Roma Sapienza, è stato Invited Visiting Professor alla Texas A&M University e Visiting Researcher alla University of Pennsylvania e alla Harvard Graduate School of Design. Le sue ricerche indagano il ruolo dei grandi maestri nella formazione della coscienza progettuale contemporanea e la dialettica tra fenomeno urbano e dimensione simbolica. Tra i suoi libri: Rome and the Legacy of Louis I. Kahn (Routledge 2018, con E. Barizza), Kenzo Tange. Gli anni della rivoluzione formale (Franco Angeli 2021, con G. Ciotoli), Gaetano Rapisardi Architetto (Campisano 2022, con C. Barucci) e Louis I. Kahn. Pensieri sull’architettura (Einaudi 2023).
Autore di architetture iconiche e immaginifiche, dall’inedita potenza plastica, Paul Marvin Rudolph ascende, nel volgere di pochi anni, a maestro incontestato del modernismo a stelle e strisce, cantore di quell’America urbana che, emersa vincitrice dalla Seconda Guerra Mondiale, è ansiosa di mostrare al mondo la propria supremazia, anche culturale. In questo clima di febbrile aspettativa anche la tecnica diventa strumento per l’affermazione di un nuovo paradigma, nutrito dagli immaginari di sogni tropicali prima e, successivamente, dal virtuosismo brutalista del cemento, attraverso il quale Rudolph, insieme a pochi altri “compagni di viaggio” – come Philip Johnson, Louis I. Kahn e Eero Saarineen –, creerà i monumenti a lungo invocati dai fautori del modernismo americano. Ma la vicenda di Rudolph è indissolubilmente legata agli sviluppi di quell’American Dream che nella contestazione del ’68 trova la prima vera messa in discussione dei suoi valori e delle sue finalità. Una contestazione illuminata dai bagliori dell’incendio dell’Art & Architecture Building di Yale, avvisaglie di quel rovescio di fortuna che investirà lo stesso Rudolph, allontanandolo per molti anni dal grande palcoscenico dell’architettura mondiale. Benché meno conosciuta rispetto al suo corpus progettuale, la produzione di testi di Rudolph si estende lungo tutto l’arco della sua carriera, accompagnandone gli sviluppi e le evoluzioni. Come altri maestri del dopoguerra, Rudolph scrisse diffusamente e in diverse occasioni, operando attivamente sia nella critica d’architettura che nella formulazione di una propria visione del mondo. Tenne al contempo numerose lecture e conferenze, attraverso le quali ebbe modo di precisare i diversi aspetti del suo pensiero. Questa antologia li presenta, per la prima volta, al pubblico italiano.
Introduzione. Paul Rudolph, uno spaccato prospettico, Marco Biraghi – Le forme delle cose che ancora non conosciamo. Pensiero e pensieri di Paul Marvin Rudolph, Marco Falsetti – SCRITTI – 1948 - Aggregare le Revere Houses – 1950 - Prefazione a Walter Gropius et son école/Walter Gropius, The Spread of an Idea – 1952 - Tre nuove direzioni - L’Assemblea Generale dell’ONU. Svolta nell’architettura moderna o “fallimento dell’International Style”? – 1954 - La filosofia dell’architettura che cambia - Il Great Live-stock Pavilion completato: uno spazio magnifico con qualche incertezza e contraddizione – 1956 - Sei Determinanti della Forma Architettonica – 1957 - Il regionalismo in architettura – 1958 - Il momento fantastico - Arricchire la nostra architettura – 1959 - Discorso di accettazione dell’Arnold Brunner Memorial Award - L’uso creativo dei materiali dell’architettura - Sull’Arte e l’Architettura - Il nuovo volto di New York – 1960 - Il futuro dell’alluminio e dell’architettura moderna – 1961 - La formazione dell’architetto negli Stati Uniti - Architettura – adeguamento e adattamento - Per Perspecta - L’architettura moderna e la ricostruzione delle città – 1962 - Discorsi sull’architettura. Principi classici come fondamenti per l’analisi dell’opera odierna – 1963 - Una visione di Washington come capitale - o - Quale ruolo gioca il Civic Design? - Che cosa è la qualità? – 1964 - L’ Art and Architecture Building di Yale – 1969 - L’essenza dell’architettura è lo spazio – 1971 - La natura della prefabbricazione nel progetto – 1973 - Considerazioni da Paul Rudolph: Drawings – 1974 - Dall’idea allo schizzo, dal rendering alla costruzione – 1977 - Enigmi dell’Architettura – 1982 - Conversazione con Paul Rudolph - Florida Architect intervista Paul M. Rudolph – 1986 - Frammenti di una conversazione - Intervista con Paul M. Rudolph – 1988 - Sull’A&A Building di Yale – 1992 - Architettura e Società – 1996 - Una domenica pomeriggio - Conversazione al 23 di Beekman Place – 1997 (?) - La promessa della tecnologia