Di porpora e di luce

  • Forma e materia dell’antico nei codici della Biblioteca Nazionale di Napoli
  • a cura di Daniela Bacca, Teresa D'Urso, Giulia Simeoni

  • Collana
    De arte illuminandi
  • Anno
    2026
  • Pagine
    240, con illustrazioni a colori e in b/n
  • Formato
    16,5 x 24 cm, brossura
  • ISBN
    979-12-5746-034-1
  • DOI
    10.82092/9791257460341.002

  • Prezzo
    € 50,00 € 47,50 Sconto 5%

Le Curatrici

DANIELA BACCA, già responsabile della Sezione Manoscritti e Rari della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III” di Napoli, è studiosa del libro antico.

TERESA D'URSO è professoressa di Storia dell’arte medievale e Storia della miniatura all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Le sue ricerche vertono sulla storia dell’illustrazione libraria tra Medioevo e Rinascimento.

GIULIA SIMEONI è docente a contratto di Storia dell'arte medievale all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Si è occupata della catalogazione dei manoscritti con fogli purpurei realizzati in Italia meridionale nel Rinascimento.

L’opera

Il volume riunisce i risultati delle ricerche sviluppate in occasione della mostra “Di porpora e di luce. Forma e materia dell’Antico nei codici della Biblioteca Nazionale di Napoli”, dedicata ai manoscritti con fogli in pergamena tinta, un prodotto librario che ha segnato la storia della cultura occidentale cambiando nei secoli forma, significato e funzione, ma mantenendo intrinseche valenze simboliche. L’uso di tingere la pergamena di color porpora e di farla risplendere con inchiostri d’oro e d’argento ha origini molto antiche, ma i primi testimoni giunti fino a noi risalgono ai secoli V-VI. Si tratta soprattutto di Vangeli realizzati per prestigiosi committenti e destinati a usi liturgici, devozionali o cerimoniali. La porpora, già associata alla figura dell’imperatore, con l’avvento del Cristianesimo fu messa in relazione simbolica con il sacrificio di Cristo. Grazie anche ai tanti riferimenti presenti nelle fonti classiche, il codice purpureo è stato considerato in seguito immagine per eccellenza del libro antico. Ciò spiega perché l’uso di colorare la pergamena assunse carattere di vero e proprio revival in quei momenti della storia che, come il Rinascimento italiano, individuarono nell’età antica non solo un punto di riferimento ideale, ma anche concreti modelli dell’operare artistico.