Bologna in Roma, Roma in Bologna

  • Disegno e architettura durante il pontificato di Gregorio XIII (1572-1585)
  • Maurizio Ricci

  • Collana
    Saggi di Storia dell’Arte
  • Anno
    2012
  • Pagine
    220, con oltre 60 illustrazioni in bicromia
  • Formato
    15,5 x 21,5 cm
  • ISBN
    978-88-98229-01-7

  • Prezzo
    € 30,00€ 28,50 Sconto 5%

i curatori

Maurizio Ricci insegna Storia dell’architettura nella Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma. Si è occupato, con volumi e saggi, di storia dell’architettura dal XVI al XVIII secolo, di teoria del paesaggio e di storia delle tecniche costruttive. È stato uno degli organizzatori della mostra Jacopo Barozzi da Vignola. La vita e le opere (Vignola, 2002) e dal 2009 è socio fondatore del Centro Internazionale di Studi “Jacopo Barozzi da Vignola” di Roma. Per Campisano Editore ha pubblicato nel 2009, con Paola Zampa, Teoria e pratica dell’architettura a Bologna tra Cinquecento e Seicento. La Nuova regola di Floriano Ambrosini, e nel 2011, con Augusto Roca De Amicis, Bellezza e fortezza. Disegni bibieneschi per le porte di Bologna.

L’opera

Con l’ascesa al soglio pontificio di Gregorio XIII (1572-1585), primo papa bolognese d’età moderna, per la famiglia Boncompagni comincia il lento processo di “romanizzazione” e “meridionalizzazione” che si protrarrà sino al XVIII secolo. Alcuni membri della famiglia papale, come i cardinali nipoti Filippo Boncompagni e Filippo Guastavillani, o il figlio legittimato Giacomo, duca di Sora, promuovono nuovi edifici sia nella città natale che nell’Urbe, residenza del sovrano pontefice. A Bologna, ove Andrea Palladio (1508-1580) è consultato per la facciata della chiesa civica di San Petronio, si forma l’architetto di famiglia Ottaviano Mascarino (1536-1606), uno dei principali architetti della Roma gregoriana. Negli stessi anni Domenico Tibaldi (1541-1583) è impegnato nella trasformazione della cattedrale di San Pietro e nel rinnovamento di alcune importanti residenze gentilizie. Pur se pochi dei rilevanti interventi programmati, come la “riforma” del complesso stefaniano, vedranno effettivamente la luce, perché i loro committenti volgeranno progressivamente i loro interessi verso la capitale e i nuovi feudi meridionali, l’innesto in Roma di nuovi linguaggi di matrice settentrionale si rivelerà molto fecondo, preludendo agli sviluppi del secolo successivo.

Sommario

Premessa – I. Strategie familiari, committenti, architetti nella Bologna di Gregorio XIII Boncompagni – II. Vignola e la scomparsa porta Pia a Bologna: ricostruzione, stile, attribuzione – III. Palladio e gli “amici” bolognesi. Note su una lettera a Francesco Morandi del 18 ottobre 1572 – IV. Disegni vecchi e nuovi relativi a Palazzo Magnani in Bologna – V. Domenico Tibaldi e Floriano Ambrosini nel cantiere di palazzo Bentivoglio. Nuovi documenti e vecchi disegni rivisitati – VI. Ottaviano Mascarino e la “riforma” del complesso stefaniano in Bologna – VII. Bologna in Roma. Brevi note sul cortile di palazzo Borghese – VIII. Vignola e Ottaviano Mascarino – Ricordo di Richard James Tuttle – Apparati