SCHEDA

L'opera

Non capita tutti i giorni di poter restaurare un dipinto del Cinquecento – e della più decantata tradizione manierista – spogliandolo letteralmente dalle ridipinture ottocentesche, e cioè dalle vesti “pudiche” con cui qualche ignoto pittore accademico aveva velato, per scrupolo moralistico, le splendenti nudità di una Venere.
È quanto è avvenuto nel restauro della grande tavola con Venere e Amore di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio, concepita sulla traccia di un perduto cartone di Michelangelo e di un dipinto del Pontormo, conservata nella Galleria Colonna. Il dipinto ha rivelato con il restauro la gamma cromatica originale apparsa squillante – com’è tipico della pittura manierista – e perfettamente integra sotto le ridipinture ottocentesche.

Gli autori

Angela Negro, allieva di Cesare Brandi, è funzionario presso la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Roma. Si occupa di restauro e valorizzazione del patrimonio artistico con speciale attenzione alla committenza nell’età barocca. È autrice di saggi sulla pittura del sei e settecento apparsi su cataloghi di mostre e riviste specializzate, dei volumi Il giardino dipinto del cardinal Borghese, La Collezione Rospigliosi, la quadreria e la committenza artistica di una famiglia patrizia a Roma nel Sei e Settecento, Paesaggio e figura. Nuove ricerche sulla Collezione Rospigliosi, Bernini e il “bel composto”. La cappella de Sylva in Sant’Isidoro.

Sommario

Premessa, Claudio Strinati – Introduzione, Pier Luigi Garcea – Michelangelo e Pontormo. I precedenti illustri di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio – Quattro dipinti fiorentini dalle collezioni Salviati alla Galleria Colonna - Il messaggio simbolico – Le indagini diagnostiche e il restauro – Nota bibliografica