SCHEDA

L'opera

La brigantina è “un vestito da battaglia” utilizzato a protezione del busto, delle anche e, talvolta, delle braccia che garantiva allo stesso tempo un’ampia libertà di movimento. Fu nel Trecento che venne introdotto il termine brigantina, per indicare l’equipaggiamento leggero in dotazione a drappelli di mercenari detti appunto briganti, a sua volta derivante dal francese brigaille (multicolore), probabilmente riferito all’abbigliamento variegato di queste truppe.
Pur coesistendo con le armature a piastra, le brigantine venivano indossate sia da personaggi illustri che da semplici gregari, e sempre più spesso fornite alle truppe di fanteria e cavalleria, la produzione di brigantine raggiunse i massimi livelli esecutivi nel corso del XVI secolo.
In questo volume viene illustrata la brigantina Odescalchi, dei primi del ’500, composta da petto e schiena interamente corazzati da più di seicento lamelle sovrapposte e da parti di maglia di ferro ad anelli su spalle e fianchi. Il recente intervento di restauro ha dapprima rimosso la brigantina dal manichino ligneo ottocentesco su cui era conservata; ha eliminato le aggiunte incongruenti; ha risarcito alcune lacune con lamelle originarie staccatesi nel tempo; infine, ha rinforzato le parti più deteriorate.
Oggi la brigantina può finalmente tornare ad essere esposta nel Museo Nazionale del Palazzo di Venezia tra gli altri capolavori della collezione d’armi Odescalchi.

Sommario

Presentazione, Claudio Strinati - Introduzione, Maria Giulia Barberini - Per una storia della Brigantina, Daniele Diotallevi - La Brigantina Odescalchi. Note tecnologiche, manutenzioni e restauro, Sante Guido, Giuseppe Mantella, Livia Sforzini - Il restauro di una testa di cartapesta del Museo di Palazzo Venezia, Elisabetta Marmori - Glossario