SCHEDA

L'opera

Il libro ha come tema lo studio del sistema delle istituzioni museali romane nel loro sviluppo individuale e nelle loro reciproche relazioni, dal periodo post-unitario al secondo Dopoguerra, con particolare riguardo alla fondazione dei primi musei d’arte statali della Capitale, nel contesto della formazione di una cultura unitaria e del nesso tra i progetti allestitivi e la ricerca storico-artistica. Nell’Italia post-risorgimentale la necessità di definire l’immagine dello stato portò a importanti riforme nell’attuazione dei programmi culturali. Entro questo contesto si attuò anche la rifondazione della cultura del museo, attraverso il passaggio di status giuridico e simbolico delle raccolte d’arte da gallerie aristocratiche in istituzioni pubbliche, degne del confronto con i grandi musei d’Europa. Il volume approfondisce il ruolo svolto da Adolfo Venturi nell’impostare una politica di riorganizzazione delle istituzioni museografiche romane che da luogo tradizionale di formazione degli artisti divennero un’istituzione cardine per l’educazione del pubblico alla conoscenza della storia dell’arte italiana. Vengono ricostruiti i progetti allestitivi della prima pinacoteca statale fondata a Roma, la Galleria Nazionale di Palazzo Corsini, diretta da Venturi e poi del suo allievo Federico Hermanin, e ripercorsa criticamente la politica culturale della Soprintendenza ai Musei e alle Gallerie di Roma caratterizzata dall’elaborazione di un progetto museografico unitario che intendeva documentare lo sviluppo della storia dell’arte italiana dal Medioevo fino al Settecento, coinvolgendo tutti gli istituti museali (la Galleria Nazionale, il Museo di Castel Sant’Angelo, il Museo di Palazzo Venezia). Il volume prende in analisi, infine, le conseguenze della seconda guerra mondiale nell’avvio di una museologia moderna, sullo sfondo di un clima culturale che concepiva il museo come spazio privilegiato in cui sperimentare un’esperienza estetica assoluta. Un’importanza cruciale assunse l’acquisto da parte dello Stato di Palazzo Barberini, destinato a ospitare la nuova sede della Galleria Nazionale d’Arte Antica. L’obiettivo fu di costituire un grande museo universalistico, sullo stampo del Louvre, anche a costo di sacrificare l’unitarietà e la coerenza storica della collezione Corsini. Come aveva avvisato Venturi, già alla fine del secolo XIX, l’unità delle collezioni artistiche è vitale per l’esistenza di un museo, essendo esse stesse un patrimonio storico da salvaguardare nella loro integrità. Pretendere l’omogeneità dei modelli museografici europei è sempre frutto di un’impostazione culturale errata.

L'autore

Paola Nicita si è formata in Storia dell’Arte all’Università di Roma La Sapienza, dove si è laureata, e all’Università di Pisa, dove ha conseguito il Dottorato di Ricerca con una tesi sulla storia dei musei d’arte romani. Ha collaborato a progetti di studio, catalogazione e a pubblicazioni della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma. Da alcuni anni svolge attività didattica e di ricerca presso l’Università La Sapienza nelle discipline della Storia dell’arte moderna e della Museologia.

Sommario

LA GALLERIA NAZIONALE D’ARTE ANTICA: LA FORMAZIONE DELLE RACCOLTE D’ARTE – Il sistema museale romano dopo l’Unità – La collezione Corsini – La collezione Torlonia – Le Belle Arti in pegno. Formazione e dispersione della Galleria del Monte di Pietà – Le vendite all’asta: Giovan Battista Cavalcaselle periziatore di Stato – La perizia di un artista: Nicola Consoni. L’ISTITUZIONE DELLA GALLERIA NAZIONALE D’ARTE ANTICA E IL RUOLO DI ADOLFO VENTURI – Adolfo Venturi e le Gallerie di Roma – La direzione della Galleria Nazionale di Adolfo Venturi. – UNA PINACOTECA PER IL BAROCCO. LA GALLERIA NAZIONALE NELLA PRIMA METÀ DEL NOVECENTO – Federico Hermanin direttore della Galleria Nazionale – Prove di attribuzione e di ordinamento – Una galleria speciale di pitture del Seicento e del Settecento – IL MUSEO DEL MEDIOEVO E DEL RINASCIMENTO DA CASTEL SANT’ANGELO A PALAZZO VENEZIA. – I progetti di Adolfo Venturi e di Corrado Ricci – Castel Sant’Angelo e le Mostre Retrospettive del 1911: dalla mostra al museo – Il passaggio delle raccolte a Palazzo Venezia. Da museo a sede di rappresentanza del regime – La Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini – Storia di un’assenza: la collezione Barberini – Una nuova pinacoteca per Roma. L’istituzione della Galleria Nazionale in Palazzo Barberini