SCHEDA

L'autrice

Livia Bevilacqua è dottore di ricerca in Storia dell’Arte alla Sapienza Università di Roma e ha svolto attività di studio, oltre che in questo Ateneo, presso la Koç University di Istanbul e il Warburg Institute di Londra. Si interessa principalmente di contatti e scambi artistici nel Mediterraneo medievale, con particolare attenzione alle problematiche legate alla committenza. Si è occupata di porte bronzee, di pittura e miniatura medievale e bizantina, di reimpiego dell’antico a Bisanzio e i suoi lavori sono apparsi in pubblicazioni italiane e straniere.

L'opera

All’epoca della dinastia macedone (867-1025) l’aristocrazia bizantina si distinse per un’intensa attività di committenza artistica: la costruzione di chiese e residenze, la loro decorazione con pitture e mosaici, la donazione di sontuose oreficerie e preziosi manoscritti miniati. Molte delle opere realizzate a quel tempo tra Costantinopoli, la Grecia e l’Asia Minore sono giunte fino a noi; di altre si è conservata memoria solo nelle fonti scritte, che spesso sono così puntuali da consentirci di immaginarne con precisione l’aspetto originario. In questo volume sono indagati alcuni casi di studio legati al mecenatismo di dignitari e alti ufficiali, nell’arco di tempo compreso tra l’ascesa al trono di Basilio I e la morte di Basilio ii, e gli exempla prescelti – raccolti sotto il nome dei rispettivi committenti – vengono analizzati sia individualmente che nei loro reciproci rapporti, nel quadro di quella “Rinascenza” della civiltà bizantina che seguì la fine dell’iconoclastia e a cui la classe aristocratica offrì un contributo decisivo. Accanto a personalità ben conosciute, se ne incontrano altre la cui identità – al di là del nome o della carica ricoperta – appare più sfuggente, ma la ricostruzione del loro “ritratto intellettuale”, condotta di volta in volta alla luce delle opere e dei documenti, diviene sempre occasione per discutere temi cruciali, quali la loro cultura, le forme della loro autorappresentazione, i modelli artistici di riferimento, delineando così, da un inedito punto di vista, un suggestivo spaccato storico e sociale dell’arte bizantina nei centocinquant’anni a cavallo del Mille.

Sommario

Prefazione, Raffaella Farioli Campanati – INTRODUZIONE - La committenza aristocratica a Costantinopoli e da Costantinopoli in età macedone (867-1025) - Storiografie a confronto - Il contesto storico. Società e cultura a Bisanzio tra IX e XI secolo – TRA IX E X SECOLO: IL TEMPO DI BASILIO I, LEONE VI E ROMANO I - Costantino Lips committente a Costantinopoli - Dare immagine alle parole: la perduta chiesa di Stiliano Zaoutzas e i suoi mosaici - Il palazzo di Romano Lecapeno al Myrelaion - Leone ‘protospatharios’ da Costantinopoli alla Grecia - Un caso problematico: la legatura di Maria ‘magistrissa’ – DA COSTANTINO VII PORFIROGENITO ALLA FINE DEL REGNO DI BASILIO II - Leone ‘sakellarios’ e la committenza libraria a Costantinopoli - Basilio ‘parakoimomenos’ e la passione per le arti - Due esempi in Cappadocia: dalla Tokalı Kilise a Çavus¸in - Due casi problematici: il calice di Sisinnio e il ‘reliquiario’ di Eustathios – Conclusioni – APPARATI - Epigrafi delle opere d’arte - Fonti sulle opere e i committenti – Bibliografia – Indice dei nomi e dei luoghi