SCHEDA

L'autrice

Simona Moretti insegna Storia dell’arte medievale alla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM, nella sede di Milano. È redattore della rivista “Arte medievale”, è socio dell’Associazione Italiana di Studi Bizantini e della Società Internazionale di Storia della Miniatura. Fa parte del Collegio del Dottorato in Letterature e media della IULM. Tra i suoi principali campi di interesse: la storia del collezionismo, la pittura e le arti suntuarie bizantine, la riscoperta della miniatura medievale.

L'opera

Il rapporto artistico tra Roma e Bisanzio viene indagato in questo volume dal punto di vista del collezionismo. All’indomani della caduta dell’Impero bizantino nelle mani dei Turchi (1453), numerose opere provenienti da Costantinopoli e dai suoi territori finirono sul mercato antiquario e poterono essere acquistate per andare ad arricchire le raccolte di pontefici, cardinali ed eruditi. L’indagine prende avvio proprio da questo momento facendo perno sulla figura emblematica del cardinale Bessarione (un bizantino in Italia), che si batté tenacemente per la sopravvivenza della cultura greca. Passando per numerosi personaggi altrettanto illustri (papa Paolo II, Fulvio Orsini, il cardinale Francesco Barberini, il gesuita Athanasius Kircher, lo storico dell’arte Jean-Baptiste Seroux d’Agincourt) il percorso arriva a toccare le grandi collezioni dei russi presenti a Roma tra XIX e XX secolo: fra queste, la più celebre, quella del conte Grigorij S. Stroganoff. L’Europa di fine Ottocento riscopriva Bisanzio e la sua civiltà artistica e su questo tema nasceva un vivace dibattito storico-critico. In tale contesto, il ruolo dell’Italia risulta per alcuni aspetti all’avanguardia: nel 1905, proprio alle porte di Roma, nell’abbazia di Grottaferrata venne allestita la prima mostra europea interamente dedicata all’arte di Bisanzio. Il volume affronta lo studio del collezionismo bizantino dalle raccolte private aristocratiche e cardinalizie del XV-XIX secolo fino ai musei pubblici e alle collezioni attuali, illustrati analiticamente attraverso il catalogo dei materiali oggi presenti nelle diverse istituzioni romane.

Sommario

Introduzione – ROMA E BISANZIO: ERUDIZIONE, CURIOSITÀ, COLLEZIONISMO TRA XV e XIX - Il Quattrocento: Il cardinal Bessarione: non solo libri - Opere greche nella collezione Barbo - Francesco Gonzaga: icone e avori - Il Cinquecento: Santi greci nell’inventario della raccolta di Fulvio Orsini - Il Seicento: I Barberini e il Medioevo bizantino - Episodi di collezionismo riformato: i Giustiniani - Qualche testimonianza dal Museo cartaceo di Cassiano dal Pozzo - L’eclettico Museo Kircheriano - Il Settecento: La cultura antiquaria: il marchese Capponi - Uno stimato orientalista: monsignor Assemani - La riscoperta del Medioevo: «il gruppo romano Zelada - d’Agincourt» - L’Ottocento: Studiosi, collezionisti, antiquari - Le grandi raccolte artistiche dei russi a Roma - Bisanzio nella collezione di Grigorij S. Stroganoff - Da Costantinopoli a Roma: Aleksandr I. Nelidov – LA RISCOPERTA DI BISANZIO NELLA CULTURA EUROPEA DEL SECONDO - Il contesto internazionale - La situazione italiana – ITINERARIO MUSEOGRAFICO ROMANO: LE OPERE BIZANTINE - Introduzione al catalogo - I Musei Archeologici: Musei Capitolini; Museo Nazionale dell’Alto Medioevo; Museo Nazionale Romano - I Musei di Arte Medievale e Moderna: Galleria Nazionale d’Arte Antica - Palazzo Barberini; Museo Nazionale del Palazzo di Venezia; Museo di Roma - Palazzo Braschi – APPARATI - Documenti - Bibliografia - Indice dei nomi e dei luoghi