SCHEDA

L'autore

Gottardo Pallastrelli, avvocato, si è laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma e, successivamente, sempre all’Università La Sapienza, si è laureato in Storia dell’arte con una tesi sul fedecommesso e il collezionismo romano nel ’600.

L'opera

In questo saggio – che si muove sul confine fra diritto e storia dell’arte – si parla di quadri, statue e collezioni, ma si parla anche e soprattutto di persone, di famiglie, del loro potere e del loro desiderio di essere ricordate nel tempo. Il fedecommesso, che è al centro dell’indagine di questo libro, nel corso del Seicento viene trasformato in un vero e proprio strumento per garantire la conservazione e l’unità delle collezioni d’arte, diventando quindi non più soltanto un istituto meramente testamentario, ma, molto prima che ve ne fosse una vera e propria coscienza, una sorta di mezzo di tutela del bene culturale ante litteram. Le collezioni di opere d’arte che hanno mantenuto la loro integrità grazie a tale istituto, oltre ad aver perpetuato fino a noi il nome e le ambizioni delle famiglie a cui sono legate, ci hanno soprattutto consegnato – salvandole da perdite e dispersioni – le loro opere che non sono più soltanto proprietà di una sola famiglia, ma fanno parte di un patrimonio ormai condiviso da tutti e sul quale pesa l’onere e l’impegno della sua corretta tutela per il futuro.

Sommario

Prefazione – Introduzione – Le Gallerie Fidecommissarie romane. La conservazione del patrimonio grazie al fedecommesso - Le origini del fedecommesso e la sua fortuna nel contesto romano - Le collezioni romane della prima metà del XVII secolo e le diverse applicazioni delle norme fidecommissarie – Applicazioni riuscite del fedecommesso: la collezione Pamphilj da Innocenzo X al cardinale Giuseppe Doria e all’editto del 1802 - Il cardinale Giovanni Battista Pamphilj, Olimpia Maidalchini e le strategie familiari prima dell’ascesa al pontificato - La collezione di Camillo Pamphilj e il fedecommesso del 1651 - La collezione nel Settecento - Camillo Pamphilj Aldobrandini, il principe Girolamo e i problemi della successione senza eredi – Vendite e dispersioni tardosecentesche nonostante le regole fidecommissarie: la raccolta Ludovisi dall’inventario del 1623 a quello del 1684 - La collezione di Ludovico Ludovisi negli anni del pontificato di Gregorio XV - Le dispersioni - Cedimenti e compromessi del fedecommesso fra Otto e Novecento: la vicenda Barberini Colonna di Sciarra – Conclusioni – Postfazione – Bibliografia