SCHEDA

L'autore

Fulvio Lenzo (1975), formatosi come storico dell’architettura all’Università IUAV di Venezia, ha svolto attività didattiche e di ricerca presso vari atenei italiani e istituti internazionali. Attualmente è assegnista post-doc presso l’Università Federico II di Napoli per il progetto ERC/HistAntArtSI. I suoi studi vertono principalmente sull’architettura del tardo Cinquecento napoletano, del Seicento romano e del primo Settecento in Italia meridionale e in Veneto. Fra le pubblicazioni si ricordano l’edizione italiana e l’aggiornamento di Anthony Blunt, Architettura barocca e rococò a Napoli (2006), la collaborazione al volume di Giovanna Curcio, La città del Settecento (2008) e la monografia Architettura e antichità a Napoli dal XV al XVIII secolo. Le colonne del tempio dei Dioscuri e la chiesa di San Paolo Maggiore (2011).

L'opera

Con il loro aspetto di loggia aperta sulle vie e le piazze principali, i seggi erano fra le architetture più riconoscibili nelle città dell’antico Regno di Napoli. La loro diffusione corrisponde con quella dell’omonima istituzione, nata alla fine del XIII secolo e abolita nel 1800: da quel momento molti seggi sono stati abbandonati, convertiti ad altri usi o più spesso distrutti, facendo perdere la memoria della loro originaria funzione e perfino della loro stessa esistenza. Grazie a un’estesa campagna di sopralluoghi attraverso l’Italia meridionale, accompagnata da un’accurata ricognizione delle fonti, questo volume documenta per la prima volta oltre un centinaio di seggi, indagandone le forme architettoniche, gli usi e le valenze simboliche. Destinati principalmente a ospitare collegi ristretti di famiglie che partecipavano al governo della città, i seggi erano il luogo dove le storie familiari e cittadine prendevano corpo in un vasto apparato di iscrizioni, opere d’arte celebrative e soprattutto preziose reliquie dell’antichità. Epigrafi, statue e frammenti architettonici ne affollavano lo spazio, prendendo talvolta la forma di vere e proprie collezioni antiquarie cittadine. Le istanze di autorappresentazione delle élites si caricavano così del peso della Storia, facendosi interpreti della memoria collettiva e, dunque, dell’identità civica dell’intera comunità.

Sommario

Introduzione – L’istituzione - Le funzioni - Le origini dei seggi: «la più oscura materia» - L’età aragonese e vicereale – Loggia e sedile - Il nome e la forma - I tocchi antichi e la Torre de Arco a Napoli - I seggi nel Regno - Spazio privato e visibilità pubblica - Tra Napoli e Firenze – Nobiltà e trionfi - Nobili e Popolo - Sedili per l’eternità - Porta urbica e arco di trionfo - Il trionfo di Alfonso il Magnanimo - Altri trionfi all’antica - Trionfi femminili, cavalcate e processioni - Trionfi del Popolo – Antichità - Tradizione e auctoritas - Sculture mitiche e trofei - Scritture esposte - Collezioni e apparati decorativi - L’antico da monumento a documento - Architettura, identità e memoria – Appendice I. Edifici – Appendice II. Documenti – Bibliografia