SCHEDA

L'autore

Augusto Roca De Amicis è ordinario di Storia dell’architettura presso Sapienza Università di Roma. È autore di numerosi saggi e monografie sulle figure centrali del barocco romano – Bernini, Borromini, Pietro da Cortona – su Guarino Guarini e sull’architettura del Seicento nel Veneto. Si è inoltre interessato di architetture fra tardo Cinquecento e primo Seicento e di problemi di storia urbana a Roma e nei principali centri dello Stato della chiesa.

L'opera

Analizzando episodi problematici e controversi, dall’attività a Venezia di Iacopo Sansovino come proto alle opere di Simone Mosca ad Arezzo e Orvieto, dal Borromini giovane dello scarno convento di San Carlo alle Quattro fontane a quello tardo degli enigmatici monumenti di San Giovanni in Laterano, all’uso delle coloriture come mezzo di comprensione – o di fraintendimento – di monumenti quali il San Giorgio Maggiore di Palladio, la facciata di San Pietro di Maderno, il tamburo dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso di Pietro da Cortona, il libro propone linee di metodo e strumenti critici alternativi a quelli oggi maggiormente in uso, capaci di rendere ragione di singolarità che un uso eccessivo della contestualizzazione tende ad appiattire, ma anche intesi a ristabilire possibilità di dialogo che una frammentazione divenuta lo stato di natura della ricerca fa mancare. Ma perché tali connessioni possano funzionare, devono compiere un passaggio attraverso quella che secondo un’antica definizione ermeneutica è l’intentio operis; attraversamento che, se eluso, rischia di non farci comprendere la nostra stessa collocazione.

Sommario

Premessa – Capitolo I - Quale storia per l’architettura: genealogie, esiti, antidoti – Capitolo II - Borromini e l’alterità del passato: le memorie antiche in San Giovanni in Laterano – Capitolo III - Generi alti e bassi nella storia dell’architettura – Capitolo IV - Il convento di San Carlo alle Quattro fontane: funzione, illusione, generi architettonici nel primo Borromini – Capitolo V - Architetti-scultori del Cinquecento: Arnaldo Bruschi, un percorso interpretativo e il caso di Simone Mosca – Capitolo VI - Filologia ed ermeneutica per la comprensione dell’architettura storica