SCHEDA

L'AUTORE

Teodoro De Giorgio (Brindisi, 29 settembre 1979), storico dell’arte, è dottore di ricerca in studi sulla rappresentazione visiva all’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, dal 2013 entrato a far parte della Scuola Normale Superiore di Pisa, ed è specializzato in storia dell’arte medievale e moderna. Nella sua attività di ricerca si occupa di iconografia e iconologia, di storia dell’arte cristiana e di gestione del patrimonio culturale. È autore di numerose pubblicazioni in riviste specialistiche e ha partecipato, in qualità di relatore, a convegni scientifici nazionali e internazionali (Osaka, Regensburg, Liegi, Spalato, Losanna, Tbilisi, Amalfi, Salerno, Bologna, Conversano, Torino, Roma, ecc…). Ha ideato e curato esposizioni artistiche poste sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e progetti museologici di committenza ecclesiastica. Nel giugno 2018 papa Francesco lo ha nominato cavaliere di San Silvestro papa per il suo impegno al servizio del patrimonio culturale della Chiesa. Insegna “Heritage marketing” all’Università del Salento e scrive di questioni inerenti alla tutela del patrimonio culturale sull’Huffington Post.

L’OPERA

Va di moda, oggi, ballare e praticare fitness nei musei. In Italia, a differenza degli altri paesi, questa moda ha assunto tutti i tratti dell’affare e ha ripercussioni culturali e sociali molto più gravi. Malagestione pubblica e interessi privati sono all’origine di questo fenomeno socio-culturale, che l’autore ha definito dei «Beni culturali da sballo». L’uso improprio del patrimonio culturale, sistematicamente adibito, per ragioni commerciali, a «location» per feste da ballo, attività ginniche e concerti pop e rock, nuoce non solo alla sua conservazione materiale, ma anche al suo decoro e contribuisce a traviare la (già fragile) coscienza civica dei cittadini italiani, in particolare dei giovani. Dal Museo di Capodimonte al Parco archeologico di Selinunte, dal Museo Egizio di Torino a Villa Borghese, dalla Biblioteca nazionale centrale di Firenze al Colosseo, dall’Arena di Verona all’Archivio centrale dello Stato, dalla Basilica Palladiana di Vicenza al Castello Alfonsino di Brindisi, nessun monumento è al sicuro. I beni culturali sono stati asserviti alla logica del facile profitto, legata ad attività effimere incompatibili con il carattere storico-artistico dei luoghi e incuranti dei problemi conservativi. Ma cosa dice la Legge in proposito? È consentito trasformare un monumento in discoteca, in palestra o in palco per concerti? Teodoro De Giorgio risponde a queste e altre domande passando in rassegna, con dovizia di particolari e di documenti inediti, tutti i principali casi che hanno visto musei, istituzioni, siti archeologici e monumenti pubblici italiani adibiti a «Beni culturali da sballo».

SOMMARIO

Premessa - Prefazione, Tomaso Montanari – I. Il trasformismo dei beni culturali italiani – II. Specchietti per le allodole – III. Dj set - Castello visconteo di Legnano - Museo Madre di Napoli - Musei e spazi per l’arte contemporanea - Villa Borghese - Museo Stibbert di Firenze - Castel Sant’Elmo di Napoli - Castello Alfonsino di Brindisi - Parco nazionale della Majella - Museo di Capodimonte - Biblioteca nazionale centrale di Firenze - Basilica Palladiana di Vicenza - Archivio centrale dello Stato - Parco archeologico di Selinunte - Musei ed edifici storici di Torino - Festival di musica elettronica - Cosa riserva il futuro? Silent disco nei musei – IV. Fitness – V. Concerti rock e pop - Un caso emblematico: Divo Nerone Opera Rock – VI. I danni: decibel assassini – VII. La normativa sull’inquinamento acustico – VII. Non tutto è perduto