SCHEDA

L’AUTORE

Silvia Garinei è responsabile dell’archivio storico del Kunsthistorisches Institut Florenz – Max-Planck-Institut dal 2007. In precedenza è stata beneficiaria di borse di studio internazionali che hanno supportato le sue ricerche sul Primitivismo e la rilettura dell’opera di Giotto, Michelangelo e Dürer in epoca moderna, Arnold Böcklin, le connessioni tra le teorie artistiche e i diversi pensieri totalitari. Nel 2011 e 2015 ha conseguito un dottorato in co-tutela internazionale nelle Università di Udine e di Eichstätt-Ingolstadt, con una tesi sulla ricezione dell’arte e della critica tedesca in Italia a cavallo dei due secoli, di cui questo libro costituisce sia il vero compimento che la prosecuzione.

L’OPERA

La ricostruzione storico-critica compiuta in questa pubblicazione ènata col principale obiettivo di definire il contesto in cui si affermò lamoderna arte tedesca in Italia – affermazione dalla quale la concomitante penetrazione delle teorie di Wölfflin, Worringer, Langbehn, Thode, Hildebrand, Meier-Graefe, Scheffler e Gerstenberg, non deve essere disgiunta – prima che questo venisse irrimediabilmente compromesso dagli esiti delle due guerre mondiali. In tale operazione si è evidenziata sin da subito l’importanza della ricaduta dell’idea di Stato-nazione, che si stava attestando in tutta Europa a cavallo dei secoli XIX e XX, nella comprensione e nella lettura da parte italiana dell’opera di Lenbach, Liebermann, Böcklin, Stuck, Dettmann, Kampf, del realismo e dell’impressionismo tedesco, idea con cui si voleva indicare il valore caratteriale, gli esiti della coscienza culturale e politica maturata da un popolo in tutte le sue espressioni d’indole e inclinazioni. Quello della teorizzazione di un’arte nazionale si è rivelato essere un terreno particolarmente adatto dal quale lasciar riaffiorare aspirazioni sociali e artistiche che furono assai prossime nelle due giovani nazioni, impegnate com’erano a costruire le loro identità anche in base all’alterità e, talvolta, alla complementarità che riconoscevano l’una nella cultura dell’altra, bacini di tradizioni e di saperi ai quali entrambe attinsero per tracciare la propria e l’altrui immagine. Dal proposito iniziale, dunque, questo libro si è spinto fino ad assemblare il ritratto che le neonate nazioni di Italia e Germania vedevano reciprocamente l’una nell’altra. Ilmessaggio sarebbe passato, in maniera non trascurabile, attraverso un’arte che ogni popolo si aspettava fosse schiettamente nazionale ed esprimesse i suoi tratti immutabili. Non dimeno, in tal senso, ci si occupò dell’indagine e della ricostruzione delle storie artistiche nazionali, processo, che nelle università tedesche, era principiato con largo anticipo e che in Italia non mancò di attirare l’interesse, prima di altri, di Pasquale Villari e di Adolfo Venturi.

SOMMARIO

PREMESSA – LIBRO I - PARTE 1 - Identità nazionale e identità artistica in Germania in seno alla nascita della storia dell’arte come disciplina scientifica. Relazioni, scambi e debiti - 1. Il recupero del pensiero nazionalista e un nuovo inizio per il mito tedesco. Winckelmann, Herder e Schlegel - 2. L’unificazione della Germania e l’idea di Volk, Nation e Staat - 3. Il gotico, la razza e il moderno concetto di primitivismo in Wölfflin, Gerstenberg e Scheffler - La Francia come termine di confronto - Henry Thode, strenuo sostenitore della germanicità – INTERMEZZO - Giovanni Morelli e la Germania – PARTE II - L’idea di nazione e di una storia dell’arte italiana - 1. Il mito dell’‘antica sapienza italica’ - 2. La disputa sul compito della critica: Conti, d’Annunzio e Croce - 3. Pasquale Villari e l’Italia nazione tra filosofia positivista e metodo storico - 4. Adolfo Venturi e la Storia dell’arte italiana sulla scena internazionale – INTERMEZZO - La Biennale di Venezia, lo stato dell’arte moderna italiana e i critici divulgatori - Testi, in ordine di rilevanza, da cui è stata tratta la maggior parte delle immagini - Lista delle illustrazioni – LIBRO II - PARTE 1 - L’arte tedesca in Italia. Il panorama espositivo internazionale e la rassegna delle presenze tedesche alle biennali di Venezia - 1. Le nazioni in mostra all’Exposition Universelle de Paris del 1889 e 1900 e l’affermazione delle immagini popolari dei diversi paesi - 2. Le esposizioni in Germania – INTERMEZZO - Breve sguardo alla situazione espositiva italiana – PARTE 2 - Arte tedesca alle biennali di Venezia (1895-1915) - 1. Arte moderna tedesca in Italia: alcune note generali - 2. Le commissioni e la politica espositiva delle biennali - 3. Breve introduzione agli artisti tedeschi e loro avvicendarsi sul palcoscenico delle biennali - 4. Vittorio Pica e l’arte tedesca dalle biennali a «Emporium» - 5. Vendite, donazioni e premi alle biennali - 6. Le personali degli artisti tedeschi alla Biennale - 7. La questione della modernità tedesca - 8. Le prime biennali di Venezia e la comparsa degli artisti tedeschi nella pubblicistica italiana – PARTE 3 - L’arte tedesca fuori dalla laguna - 1. Uno sguardo alla generazione di Piloty, Makart e Kaulbach in Italia - 2. Cultura artistica tedesca a Roma a fine Ottocento - 3. L’ossessione per Böcklin di Enrico Thovez - 4. L’arte e la critica tedesca nella Firenze de «Il Marzocco» e de «La Voce» – La critica tedesca in Italia - 1. La monografia di Julius Meier-Graefe su Hans von Marées e Meier-Graefe critico d’arte moderna in Italia - 2. La recezione della Storia della pittura nel XIX secolo di Richard Muther - 3. L’Italia allo scoppio della prima guerra mondiale: arretratezza e prime avvisaglie di un nuovo linguaggio della forma – PARTE 4 - Il caso Segantini - 1. Segantini e il mito nordico della montagna - 2. Il caso Segantini fra promozione autobiografica e costruzioni critiche - 3. Segantini uomo e pittore della montagna e la scoperta delle Alpi - 4. La commercializzazione delle Alpi nel quadro delle strategie di identificazione nazionale: il ruolo dei Panorami e delle Esposizioni Internazionali - 5. Svizzera e Germania accomunate nello stereotipo della pittura di montagna - 6. Segantini in Germania - 7. Segantini in Italia - 8. Segantini e la critica italiana all’indomani della morte dell’artista – PARTE 5 - Arnold Böcklin in Europa e in Italia - 1. Le principali coordinate storiche - 2. La recezione di Böcklin in Francia - 3. La recezione di Böcklin in Germania - 4. Böcklin in Italia - 5. Le alterne fortune di Böcklin presso Ardengo Soffici – PARTE 6 - Franz von Stuck, l’Italia e il Kulturkrieg - 1. La lettura dell’arte di von Stuck in Francia e Germania - 2. Franz von Stuck e l’Italia – Conclusioni – Bibliografia – Indice dei nomi